venerdì 3 luglio 2020

LA PRIMA COSA BELLA

La prima cosa bella

La prima cosa bella di giovedì 25 giugno

La prima cosa bella di giovedì 25 giugno 2020 è il tono della voce che ti risponde al telefono quando prenoti un ristorante, la piscina, un ombrellone. E il tuo mentre lo stai facendo. C'è in entrambi qualcosa di diverso, una cortesia spesso inedita, addirittura un accenno d'allegria. Qualcuno è sempre stato gentile, ma non sono pochi quelli che sembravano farti un favore tenendoti un tavolo, una camera, un posto a disposizione. Forse avevano fin troppa domanda. Forse erano solo dipendenti, stressati e maltrattati. Magari contribuivi pure tu, con il sottinteso "pago, pretendo". Ora chi offre è grato che tu ti ripresenti. E tu che domandi sei contento che l'altro sia ancora lì, disponibile. Ora, io ero perplesso degli "andrà tutto bene", ma mi annoiano quelli che "tutto è come prima, anzi sarà peggio". Che l'umanità sia tremenda si sa dai libri di storia delle elementari, poi per sperimentarlo non serve fare il cronista, basta vivere. Dopodiché disprezzare è un alibi per i colpevoli di essere come gli altri. Non so quanto durerà, ma nelle voci al telefono, adesso, c'è una certa complicità e va bene così: domani, ci conti, veniamo alla spiaggia, e ci tenga anche un tavolo. Grazie.

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